L’intera comunità universitaria deve prendere posizione sulla riforma Gelmini!
Pubblicato da admin
Gli studenti di UniCa 2.0
Venerdì 6 novembre si è tenuta presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Cagliari, in coincidenza con la mobilitazione nazionale tenutasi a Roma in piazza Montecitorio, la prima assemblea pubblica sul DDL di riforma dell’Università recentemente presentato dal Ministro Gemini.
All’assemblea hanno partecipato numerosi studenti che hanno fornito un contributo di grande attenzione e preoccupazione per le novità contenute nel DDL di riforma. In particolare sono state valutate gravemente negative le misure di riforma della governance, che prevedono l’ingresso spropositato dei privati ai più alti livelli di governo degli atenei e la contrazione degli spazi di democrazia e autogoverno; la proposta di delega al Governo sul diritto allo studio; l’assenza di alcuna assicurazione circa un finanziamento pubblico più equo e consistente, che tolga l’università pubblica dalla crisi determinata dai recenti tagli operati dal Governo.
Tanto più di fronte a questa risposta e questa partecipazione studentesca, come associazione universitaria e come gruppo di rappresentanza crediamo sia doveroso da parte nostra iniziare nei prossimi giorni un percorso di informazione che coinvolga gli studenti di tutte le facoltà e, più in generale, l’intero Ateneo, con assemblee simili a quella già svolta. Come rappresentanti degli studenti non mancheremo al nostro dovere di informare il maggior numero di nostri colleghi e di contribuire attivamente perché anche a Cagliari, come già accade in numerose altre università italiane, importanti mobilitazioni possano dimostrare al Governo e all’opinione pubblica il dissenso degli studenti nei confronti del DDL. A partire dal 17 novembre, Giornata Internazionale dei Diritti degli Studenti.
Assai meno positiva è stata venerdì la partecipazione dei docenti. In particolare, degli undici presidi dell’ateneo, personalmente invitati nei giorni scorsi, solo il Preside della Facoltà di Architettura ha ritenuto di dover essere presente. Per il resto, ben sette “assenze ingiustificate” – i presidi di Economia, Farmacia e Lettere, come del resto il Rettore, hanno comunicato in anticipo il loro interesse e l’impossibilità a partecipare – che si sono aggiunte a quelle generalizzate dei loro colleghi docenti. È invece opportuno che l’intera comunità universitaria esprima con forza la propria posizione sulla riforma. Chiediamo che il Magnifico Rettore, i Presidi e i docenti delle nostre Facoltà prendano pubblicamente posizione riguardo il DDL nelle prossime assemblee d’ateneo, sugli organi di informazione, negli organi accademici e nelle altre sedi istituzionali di loro competenza, soprattutto in seno alle conferenze nazionali dei Presidi e dei Rettori.
Il DDL va contro l’idea di università che, per esempio nelle recenti fasi elettorali di rinnovo degli organi accademici, molti docenti e lo stesso Rettore hanno pubblicamente dichiarato di avere e volere. Di fronte a un Governo che non esita ad ammantare la riforma Gemini del benestare del mondo accademico e alle ambiguità della Crui, occorre che con maggiore forza, insieme agli studenti, tutte le componenti accademiche facciano sentire la propria voce per un’università che sia davvero pubblica, libera, democratica, di qualità, per tutti.
1 Commento »
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Cristina Lavinio dice:
Pubblicato il 11 11 2009 alle 17:08
VERSIONE RIPULITA DAI REFUSI
Gli studenti vedono giusto: è proprio nella forma di “governance” prevista l’aspetto inaccettabile di questo disegno di legge, che va letto peraltro in combinato con la già esistente legge 133… Ma per ora non aggiungo altro, se non un appello ai docenti: sul sito
http://www.aprileonline.info:80/notizia.php?id=13439
trovate un appello “Per l’Università pubblica”. In attesa che venga aperto uno specifico sito, i docenti universitari possono firmare l’appello mandando una mail all’indirizzo perluniversitàpubblica@gmail.com
Arginiamo questo disastroso ed ennesimo attentato alla democrazia, fatto in nome di una efficienza di governance contro cui non si levano alte, purtroppo, le proteste di una CRUI miope, che non capisce tra l’altro che, con i tagli dei fondi e dello stesso FFO, il blocco dei concorsi e delle assunzioni, con il turn over al 50 se non al 30%, con i pensionamenti incentivati ecc. ecc., tra poco non ci sarà più niente da governare perché l’Università sarà morta.