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I rapporti con la Regione: Tira un’aria nuova nelle università sarde

di Gaetano Di Chiara

Che l’Università di Cagliari non navighi in buone acque lo si capisce, ma sarebbe perlomeno prematuro prendersela con Giovanni Melis, il rettore insediatosi da appena 4 mesi. Infatti, che il 2010 sarebbe stato un annus horribilis per le università della Sardegna, era ampiamente previsto da almeno due anni, cioè dal 2008, l’anno del decreto Tremonti, che stabiliva il taglio progressivo dei fondi statali alle università dal 2009 al 2013 e che prevede per il 2010 l’incremento negativo massimo (-300%) rispetto all’anno precedente ( da – 63,5 milioni di euro del 2009 a -190 milioni di euro del 2010).

Tuttavia, in mezzo a tanta crisi vi è un aspetto positivo: quello dei rapporti tra il governo regionale e l’università di Cagliari. Come ben sanno gli universitari, tra l’Università di Mistretta e la Regione di Soru, salvo un tardivo riavvicinamento, non è mai corso buon sangue.

Questa mancanza di feeling ha comportato un’insuperabile difficoltà dell’università di Cagliari ad istaurare un rapporto di collaborazione con la Regione Sardegna su temi di reciproco interesse. Inoltre vi è stata in passato, a voler essere benevoli, poca coordinazione tra le università di Cagliari e Sassari per quanto riguarda l’accesso ai fondi regionali.

Come è immaginabile, le possibilità di interazione proficua tra Università e Regione sono estremamente ampie, dal campo dell’istruzione a quello della ricerca di base ed applicata. L’università è, di fatto, la maggiore impresa pubblica dell’Isola, e i suoi prodotti hanno un elevato valore aggiunto che la Regione può convenientemente utilizzare ai fini dello sviluppo (un tempo si diceva Rinascita) della Sardegna.

Premessa necessaria per questa collaborazione è l’elaborazione di una politica regionale globale che non veda le due università come alternative ed in competizione ma piuttosto complementari e che d’altra parte consideri la Regione Sardegna e l’Università come istituzioni indipendenti e dotate di funzioni e poteri distinti ma integrabili.

Sta di fatto che il bando del governo Soru per il 2009 sulla legge regionale Gessa (LR 7/2007) per la ricerca di base, ha ricevuto da

ll’attuale giunta regionale un finanziamento aggiuntivo di 11,6 milioni di euro, quasi il doppio di quanto stanziato a suo tempo dalla giunta Soru per lo stesso bando. A questi fondi si aggiungono altre risorse che portano a circa 23 milioni di euro i fondi per la ricerca universitaria stanziati solo per il 2009 dalla giunta Cappellacci. Altrettanti fondi saranno disponibili per il 2010.

Per quanto riguarda la didattica e l’alta formazione, la Regione, attraverso l’assessorato alla programmazione, prevede di destinare un totale di almeno 100 milioni di euro dei fondi europei per l’attivazione di borse di studio per i dottorati di ricerca, per posti di ricercatore a tempo determinato e per la mobilità dei ricercatori sardi presso centri di eccellenza internazionali al fine di costituire una rete di piattaforme di ricerca presso le università sarde. Questi fondi, bisogna precisare, sono aggiuntivi a quelli che sono da sempre disponibili per l’attivazione di corsi di studio necessari a coprire le esigenze regionali nei vari comparti professionali.

Questi sono fatti e su questi fatti c’è poco da obiettare ma solo da auspicare che il clima di collaborazione, che ha coinciso con il rinnovo dei rettori sia a Cagliari che a Sassari e della giunta regionale, continui.

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